Il dopo Blair? E’ già iniziato
Il dilemma che ha attanagliato molti politologi negli ultimi anni è stato infatti questo: Tony Blair non è altro che l’erede della Thatcher? E il New Labour non è nulla più che un nuovo tipo di Partito conservatore, un thatcherismo coscienzioso? In effetti, usando le vecchie categorie politiche, Blair non ha rinazionalizzato le aziende privatizzate e non ha cambiato di una virgola le leggi thatcheriane riguardo i sindacati e la regolamentazione degli scioperi, ha fatto della stabilità finanziaria il key goal della politica macroeconomica ed ha spinto per un processo riformatore del settore pubblico. In cosa, quindi, il neolaburismo rischia di diventare l’ideologia più pregnante e longeva della Gran Bretagna post-industriale, paradossalmente più del thatcherismo? Nella capacità di combinare il mercato con l’idea di giustizia sociale e di società attiva, dando una direzione al paese attraverso dure riforme costituzionali. Quale futuro, quindi, per il dopo Blair? La risposta è in questo libro scritto da Kieron O’Hara, docente all’università di Southampton e stimato politologo di molti quotidiani: esaurito un ciclo politico, i Tories devono pensare da conservatori in un mondo divenuto post-conservatore proprio grazie all’azione di un governo post-laburista.
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