Il deserto cattolico e l’oasi libanese

Di Tempi
16 Febbraio 2006

Eccetto che in Libano, in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale e in quelli del Medio Oriente i cattolici sono minoranza ridotta al lumicino. Secondo i dati ufficiali forniti dall’Annuario statistico della Chiesa cattolica, a fronte dell’incremento demografico registrato in queste due aree geografiche negli anni compresi tra il 1971 e il 2003, nello stesso periodo la percentuale dei cattolici è continuata a diminuire. Fino quasi a scomparire proprio nei paesi del Maghreb che furono la culla del cristianesimo. Oggi in Marocco i cattolici rappresentano lo 0,08 per cento della popolazione, lo 0,2 in Tunisia e lo 0,01 in Algeria. Nel resto del Mediterraneo non si va oltre la media dell’1 per cento (con punte di minima in Egitto, 0,4 e di massima in Israele, 1,7, dove però si registra un decremento, rispetto al ’71, dell’1,3). E se la condizione dei cattolici turchi è drammatica, non solo per i noti fatti di cronaca ma anche a livello demografico (i cattolici sono spariti dalla Turchia negli ultimi trent’anni, tant’è che oggi rappresentano solo lo 0,05 per cento della popolazione), altrettanto drammatico è il panorama mediorientale. Dove, fatta eccezione per la Giordania (1,38 per cento contro lo 0,7 del ’71), in Iran, Irak e Siria il numero dei cattolici è in diminuzione e ha oggi il suo minimo storico in Iran (0,04).
In controtendenza è invece il Libano, dove la comunità cattolica è cresciuta a tal punto che, attualmente, dopo la guerra civile scatenata dai feddayn di Arafat alla metà degli anni Settanta, dopo quasi vent’anni di occupazione siriana conclusasi proprio quest’anno e nonostante il persistere della minacciosa presenza armata degli sciiti Hezbollah finanziati da Tehran e sostenuti dalla Siria, i cattolici sfiorano i due milioni e tornano così ad essere maggioranza (51,3 per cento) nel paese dei cedri. Un trend, quello libanese, che rappresenta un record per il Medio Oriente. Ma anche per l’Europa. Dove già oggi ci sono paesi in cui i musulmani rappresentano la prima comunità per pratica religiosa (Olanda) e presto, dicono demografia e processi di scristianizzazione, altri seguiranno (Francia e Gran Bretagna).

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