La spina cattolica della Rosa nel Pugno

Di Emanuele Boffi
16 Febbraio 2006
PAOLA BINETTI, PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENZA&VITA, SI CANDIDA CON LA MARGHERITA. ED è UN PROBLEMA PIù PER L'UNIONE CHE PER LA CDL

Gli si faceva la voce – se possibile – ancor più roca e chioccia a Massimo Bordin, il direttore di Radio Radicale, mentre leggeva l’intervista a Paola Binetti sul Corriere della Sera di giovedì 10 febbraio. «Ma che ci fa questa con noi?» chiedeva a se stesso e agli ascoltatori di “Stampa e regime”, la rassegna stampa mattutina dell’emittente pannelliana. Proprio non riusciva a trattenere il rauco ruggito il direttore mentre leggeva e rileggeva incredulo le dichiarazioni della presidente del comitato Scienza&Vita, l’emblema (dal punto di vista radicale) dell’oscurantismo vaticano, talebano, medioevale e chi più ne ha, più ne metta. Come Daniele Capezzone, che solo di lì a qualche ora, al convegno dal titolo in rima “Libere Chiese in libero Stato. La Rosa nel pugno per il superamento del Concordato” ribadiva: «è in corso un’Opa vaticana in Italia». Lei, Paola Binetti, ha accettato la proposta della Margherita di candidarsi alle politiche del 9 aprile. Di essere un'”impresentabile” non ne fa mistero, ma punto qualificante d’orgoglio. D’altro canto, il suo curriculum non cela alcuna ambiguità sulle sue idee e sulla sua identità: è presidente della Società italiana di Pedagogia medica, direttrice al Campus Biomedico di Roma, è psicoterapeuta, è dell’Opus Dei, è stata fra le protagoniste della battaglia referendaria sulla legge 40, naturalmente per il non voto. Tanto basta e avanza per essere già stata tratteggiata come la «longa manus di Ruini», «la quinta colonna di Ruini», la capofila «dell’Opa ruiniana-rutelliana».
«Se loro pretendono – dice a Tempi – di essere la spina nel fianco del centro-sinitra, io sarò la spina nell’altro fianco». Battagliera, risoluta, ardita, ribadisce senza glosse la sua intenzione «di voler essere la memoria attiva della coalizione. Lo straordinario impegno profuso in difesa della legge 40 non è finito. Sono convinta che quei valori che allora abbiamo difeso ora vadano anche tradotti e resi ancor più espliciti sotto un profilo giuridico. Insomma, credo che certi strumenti vadano continuamente riattivati e mai dati per scontati. La battaglia non è in corso».

LA NOSTRA DONNA ALL’HAVANA
Rimane la domanda di Bordin: professoressa, che ci fa di là? Vladimir Luxuria, Caruso, aborto, eutanasia, Pacs, dobbiamo continuare? «Lo sforzo in difesa della vita non appartiene a nessuno schieramento politico, il problema è antropologico. Il referendum non è stato vinto dal centro-destra, ma da tutte quelle persone che credono in determinati valori». Ma anche fra i “trogloditi di destra” c’è chi condivide tale visione. «Certo, infatti io intendo continuare a collaborare con molti amici che stanno nell’altro schieramento come Alfredo Mantovano e Luca Volontè». Che sia proprio questo suo candido spirito da “la nostra donna all’Havana” a far infuriare i suoi futuri colleghi di coalizione, non preoccupa punto la signora. «Ci si può incontrare, anche sui temi più difficili come quelli dei cosiddetti “diritti civili”». Certo, poi lei, da par suo, dichiara che «non retrocederò su finanziamenti alle scuole private o sull’eutanasia». A darle sostegno ci dovrà pensare Francesco Rutelli «il leader con maggior carisma oggi in Italia. è stato il suo comportamento leale e deciso durante la battaglia referendaria a convincermi. Mi candido perché sono legata a lui, se sarà difficile per me, sarà ancora più difficile per lui». Auguri, dunque, alla candidata che si presenta come la spina della Rosa nel pugno. E che fa della sua “cattolica impresentabilità” il proprio programma nella coalizione dei cattolici adulti.

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