Il mondo di Lalla
Il dottore chiede a Lucilla: «Ma sei proprio convinta di voler fare la maturità quest’anno?». Dopo una piccola tregua torna in ospedale a riprendere la sua battaglia e cerca di organizzarsi per poter studiare da lì. Ma ecco “certa mentalità dottoresca”. Eh no, bella mia, pensi di diplomarti? Scordatelo, tu sei “una malata”. L’essere definito dal proprio limite invece che dalla totalità della propria persona, non è solo un problema di certi dottori, guardate per esempio Prodi e la “corte dei miracoli” che lo circonda! Io conosco un altro mondo, che non ti fa continuamente tenere fissi gli occhi sul tuo limite, che si muove e commuove. Fatto di ragazzi che, ogni sera, per 44 giorni si sono presentati al piano 8, settore B, pur sapendo di non poterla vedere, con striscioni sotto le sue finestre e gli appunti riscritti al computer e un coro di canti di montagna che, cantando per lei, al gelo, ha commosso tutto il vicinato, e l’impianto da video-conferenza, che ha invaso la stanzetta d’ospedale e le ha permesso di seguire le ore scolastiche, e prof. che la tengono “in pari” e dottori che «non mi prendono in giro» e mamme che, con la stessa normalità e disponibilità con cui mi accompagnano a casa i bambini e mi fanno le lasagne per la sera, pregano per lei. Un altro mondo, dove non sei un malato ma la Lalla. Il mondo cristiano.
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