Alibi che uccidono
È di 45 morti, la maggior parte cristiani, il bilancio degli scontri scoppiati durante una protesta contro le vignette danesi raffiguranti Maometto nella città nigeriana di Maiduguri, nel nord del paese. Tra sabato e domenica scorsi diciotto chiese sono state prese d’assalto dalla folla. Nelle stesse ore anche due chiese cristiane di Sukkur, nel sud del Pakistan, sono state attaccate e incendiate da centinaia di musulmani inferociti.
È uscito il 17 febbraio in India il primo film prodotto dalla Chiesa cattolica. La pellicola, in hindi, è finanziata dall’arcidiocesi di New Delhi e mira a sensibilizzare sul problema dell’Aids e delle violenze interreligiose. Si intitolata “Aisa Kyon Hota Hai” (“Perché succede?”) ed è realizzato sul modello del cinema di Bollywood, con musica e danze.
Dietro l’ondata di violenze che ha colpito anche la Nigeria e il Pakistan non c’è la reazione alle caricature del profeta Maometto. Ne è convinto padre Justo Lacunza, rettore del Pontificio Istituto di studi arabi e di islamistica, secondo il quale «le vignette satiriche sono un pretesto. Le cause bisogna trovarle altrove. Prima nel disagio sociale, la miseria nella quale versano migliaia e migliaia di cittadini in Nigeria e nel Pakistan». I seimila cristiani trucidati nel nord della Nigeria negli ultimi cinque anni sentitamente ringraziano.
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