Spreco metereologico alle Olimpiadi di Torino

Di Tempi
23 Febbraio 2006

è il servizio meteorologico più articolato e capillare della storia delle Olimpiadi invernali: decine di migliaia di dati su temperatura, umidità e velocità del vento rilevati a intervalli di dieci minuti e comunicati alle squadre partecipanti insieme a previsioni dettagliate delle condizioni meteorologiche negli orari di gara tre volte al giorno. Uno staff di 70 persone comprendente meteorologi, “nevologi” e altri tecnici specializzati per un costo complessivo di 3,5 milioni di euro, finanziati dal Comitato organizzativo e dalla Regione Piemonte.
Una clamorosa smentita del pregiudizio che vuole gli italiani pressapochisti e inefficienti. Tutto perfetto se non fosse per un problema: nessuna squadra in gara, tranne le piccolissime come Etiopia e Cile, utilizza la valanga di dati fornita tre volte al giorno dal servizio meteorologico. Tutti gli altri preferiscono misurare da sé la compattezza del ghiaccio o della neve, le variazioni di temperatura, ecc. Insomma, il centralismo sabaudo, che non ha mai funzionato in Italia, non funziona nemmeno in un contesto internazionale. Anche austriaci e norvegesi preferiscono la sussidiarietà.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.