Sos per la scienza

Di Tempi
23 Febbraio 2006

Non riusciremo più a dare un nome alle stelle, né a valutare con precisione distanze, spazi e misure. Ma in compenso avremo tanta consolazione sentimentale per accompagnare il nostro declino. è questo il succo di alcuni dati emersi al convegno organizzato a Milano dal Coordinamento culturale delle scuole libere sul tema “L’educazione scientifica nella scuola”.
Allarme infondato? A Bari nel 2004 gli iscritti alla facoltà di Fisica sono stati 37, a Psicologia quasi 4 mila. Nel 1989 le matricole iscritte alle facoltà scientifiche (Fisica, Matematica, Chimica e Geologia) erano 13.600. Nel 2002 sono diventate 7.300. Di questo passo, nei prossimi venticinque anni in Italia scompariranno le facoltà scientifiche. E, di conseguenza, l’insegnamento scientifico nelle scuole. Nel quale, tra l’altro, stando alle rilevazioni Pisa (Programme for International Student Assessment), sulle competenze matematiche e scientifiche dei ragazzi di 15 anni, già oggi l’Italia si colloca agli ultimi posti del mondo.
Ma la crisi dell’istruzione scientifica, che sembra andare di pari passo coi fenomeni di neosecolarizzazione incentrati su soggettivismi esasperati, è un trend che interessa tutto l’Occidente. In Francia gli iscritti a Fisica in un decennio si sono dimezzati. In Olanda si sono ridotti di due terzi. In Inghilterra e negli Usa gli insegnanti di materie scientifiche vengono da India, Pakistan e Cina. Entro un decennio l’Asia avrà la preminenza scientifica del pianeta.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.