Rep. dà i numeri (sbagliati)

Di Justin Mc Leod
23 Febbraio 2006

Rep. dà i numeri. E li dà a modo suo: faziosamente. Le cifre sono reali: sono quelle dell’abbandono scolastico, della disaffezione dei ragazzi alla scuola, del fallimento della macchina dell’istruzione. Ma non è uno scoop: sono dati del 2002, del 2003. Sono anni che stanno sotto gli occhi degli esperti del settore. Un lettore comune che leggesse l’articolo del 18 febbraio scorso avrebbe l’impressione che la colpa di tutto sia dell’ultimo governo. Sono invece le cifre del fallimento del modello burocratico-egualitaristico-sindacal-cattocomunista che ha afflitto l’Italia dagli anni 70 in qua. Sono i dati contro i quali il ministero Moratti, con tutti i suoi limiti, ha cercato di invertire la tendenza. E un po’ c’è riuscito, come mostra l’ultimo numero citato dall’articolista: la percentuale dei ragazzi che frequentano corsi di formazione professionale è aumentata dal 5,5 al 6,8 per cento, avvicinandosi alla media europea del 9,9 e all’obiettivo di Lisbona del 15. Aggiungiamo (Rep. non lo dice) che in questi corsi in Lombardia la percentuale dei ragazzi che non riescono è del 7 per cento contro il 22 dei licei e istituti tecnici. Ma Prodi li vuole chiudere.

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