La Chiesa americana difende i cristiani in Pakistan
Alcuni alti funzionari del governo del Rajasthan, India, premono per introdurre una legge anti-conversione che aggraverebbe i soprusi contro i cristiani, già in atto nello Stato governato dal Bjp, il partito nazionalista. Esponenti della Chiesa cattolica locale vedono nella legge il «tacito consenso del governo alle violenze, un’incitazione al sentimento anti-cristiano» e preparano l’opposizione.
La polizia cinese ha sgomberato con la forza una scuola biblica retta da una chiesa protestante non ufficiale di Huaibei, nella provincia orientale dell’Anhui, ed ha arrestato 36 persone che si trovavano all’interno. Oltre 50 agenti, armati di manganelli elettrici, sono penetrati nella scuola, circondata da 10 camionette, portando via tutti i presenti.
I vescovi statunitensi lanciano una forte e diretta protesta ad Islamabad contro gli ultimi attacchi alle chiese in Pakistan. Mons. Thomas G. Wenski, vescovo di Orlando e presidente del Comitato sulla politica internazionale, ha inviato una lettera all’ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, Jehangir Karamat, chiedendo al diplomatico di trasmettere a Musharraf «il profondo dolore e disappunto» riguardo «gli attacchi non contrastati alla leale e pacifica minoranza cristiana, cattolica e protestante, nel suo paese».
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