Il solito nuovo che avanza

Di Da Rold Gianluigi
16 Marzo 2006

Confuso e tumultuoso movimento di gente, questo è il significato del termine ‘baraonda’, che ha una incerta etimologia. Mai alcuna altra parola si adatta meglio alla situazione politica italiana. Bizantinismi per interpretare la par condicio in un dibattito televisivo. Talk show a ripetizione, con interpreti del calibro di Vladimir Luxuria e Alessandra Mussolini pronti (o pronte) a scannarsi. Oppure con Antonio Di Pietro pronto a sforare sintassi e grammatica di fronte al ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
Intorno un ‘via vai’ di autorevoli quotidiani che si schierano, di intercettazioni telefoniche, di rivelazioni sensazionali dell’ultimo minuto, di risiko finanziari che si intrecciano alla politica. Non è una campagna elettorale ma un happening-horror. Se questo è il ‘nuovo che avanza’.

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