Le teste rasate sono cose da stadio, non da Casa delle Libertà

Di Reibman Yasha
16 Marzo 2006

La distruzione di Milano da parte delle ‘squadracce rosse’ rischia anche di far passare in secondo piano la manifestazione all’ombra della Madonnina di Romagnoli e dei suoi millecinquecento camerati. «Noi siamo i nostri militanti». Alla conferenza stampa dell’iniziativa meneghina, il parlamentare europeo, quello che a Sky avrebbe affermato di non avere elementi per dire se le camere a gas siano mai esistite, aveva alle spalle i suoi amati militanti con i quali dice di identificare se stesso e il proprio movimento politico. Dietro di lui dunque si ergevano centonovanta centimetri di carne umana tatuata. La testa rasata mostrava la scritta ‘Dux’. Altri hanno cercato di sventolare durante il corteo bandiere con la svastica. Qualsiasi frequentatore di stadi e curve dovrebbe essere abituato a vedere questi spettacoli. C’è anche chi sostiene che gli spalti delle partite di calcio possano servire proprio a dare un luogo di sfogo per queste forme di espressione, che lì dunque vadano tollerati. Sarà, e peraltro non mi sognerei di mettere in discussione la libertà di espressione. Dicano, leggano e scrivano quello vogliono.
Ma dubito sia davvero un affare per la Casa delle Libertà ritrovarseli come alleati quando si presenta per governare il Paese. Naturalmente nessuno non dimentica che pur di sconfiggere ‘le destre’ diversi partiti ‘de sinistra’ abbiano raccolto le firme per consentire alle ‘fascistissime’ liste di Alessandra Mussolini di presentarsi alle elezioni regionali in Lazio un anno fa.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.