La battaglia contro il sindacalismo corporativo

Di Justin Mc Leod
23 Marzo 2006

Angelo Panebianco torna all’attacco. Un paio di settimane fa ha scritto sul Corriere magazine che «ciò che occorre in Italia è una battaglia per sconfiggere il sindacalismo corporativo. Il che si può fare solo colpendo il monopolio statale e puntando sulla concorrenza delle offerte educative». Perciò, una politica laica e liberale non può che puntare sull’abolizione del valore legale del titolo di studio e la generalizzazione del sistema dei buoni-scuola. Ora rincara: «La scuola è in mano da decenni a un protervo sindacalismo corporativo che combatte ogni tentativo, anche il più timido, di imporre una selezione degli insegnanti sulla base delle capacità e del merito». Conclude: nulla cambierà, perché non esiste una società civile che lotti per cambiare la situazione: «Valorizzazione del capitale umano? Solo chiacchiere buone per i convegni». Però parteciperà a un incontro sulla politica scolastica organizzato dalla Cdo e da Diesse il 6 aprile a Milano. Sarà interessante scoprire che una società civile che vuol cambiare la scuola esiste, vive e lavora da anni.

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