Parigi e Roma, giovani in trappola

Di Tempi
23 Marzo 2006
La vera difesa dei diritti è l'educazione, non la rigidità contrattuale

Si può discutere se la legge francese sul contratto di primo impiego rappresenti davvero un’apertura del mercato del lavoro ai giovani o non piuttosto un’astuta mossa per difendere i privilegi degli occupati di lungo corso a spese dei giovani. Quel che invece è al di sopra di ogni discussione è la malafede con cui, in Francia come in Italia, gran parte della sinistra e dei sindacati tacciano di precarietà qualunque forma di flessibilità dei contratti di lavoro e sventolino la bandiera dell’uguaglianza dei diritti di tutti i lavoratori per respingere riforme del tipo della legge Biagi. L’egualitarismo astratto e la rigidità contrattuale hanno poco a che fare coi diritti, niente col bene comune, moltissimo con lo statalismo e l’assistenzialismo che sono il presupposto di un’egemonia eterna della sinistra non riformista sulla società.
Nell’era della competizione globale e dell’economia fondata sul capitale umano c’è un solo modo di promuovere i diritti di tutti i lavoratori: insistere non sul diritto al lavoro garantito, ma alla formazione garantita e permanente. Quest’ultima non può avvenire senza l’apprendistato, il tirocinio, la formazione sul posto di lavoro. E questi non sono possibili se le aziende sono costrette a farsi carico in eterno di chiunque firmi un contratto. La domanda allora è: perché una quota decisiva della sinistra sostiene una posizione irrealistica, che contribuisce soltanto al declino economico dell’Italia e degli altri paesi europei? La risposta è: per la solita, vecchia ragione. La sinistra non riformista ha bisogno di individui deboli, timorosi e insicuri a cui offrire la propria tutela, soggetti incapaci di iniziativa ai quali offrire la propria rassicurante assistenza dalla culla alla tomba. Bambini disposti a credere che Stato e governo si occupano della loro felicità con sollecitudine materna. Una trappola in cui una generazione privata di una vera educazione è incline a cadere.

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