Dal proletariato al ferrarino

Di Tempi
30 Marzo 2006
Attenti comunisti, la voce che difendete è quella del padrone

Ci sta tutto, nell’antagonismo a carico dello Stato della nostra sinistra. Ci sta anche che nemmeno uno straccio di Comitato di redazione si curi di indignarsi per le mancate smentite di Rainews24 alla bufala dell’intervista all’uomo simbolo di Abu Ghraib, spacciato come tale dalla testata satellitare Rai, ma che tale non era, come hanno spiegato, tra gli altri, il Foglio e quei fascisti del New York Times. Davvero, ci sta tutto. Solo una cosa proprio non si riesce a capire della stampa democratica nostrana. Prendete l’Unità. Lunedì 20 e martedì 21 marzo il quotidiano fondato da Gramsci ha dedicato molto spazio al convegno confindustriale di Vicenza dove Berlusconi, intervenuto a sorpresa, ammollò due ceffoni di quelli giusti ai vertici della lobby. Vertici che la vulgata vuole schierati con la sinistra. Bene. Non sapendo con chi prendersela, l’Unità ha deciso di riservarsi due paginate in due giorni per malmenare il povero inviato del Tg1 alla kermesse, colpevole – a detta di un Cdr tornato nel frattempo in trincea – di aver messo in bocca al presidente di Confindustria un no comment invece di un no comment col ciuffo («ho troppo rispetto per le istituzioni» e via non commentando). Tra l’altro, indignato qui, indignato là, all’Unità è sfuggita di vista una Miriam Mafai democraticamente scandalizzata dalla «grave censura», che da quelle pagine è arrivata a chiedersi se non sia giunta l’ora di accorpare le tre reti Rai in «una sola rete tutta per l’informazione davvero autonoma». Ora, con tutto il rispetto per l’informazione indipendente (e per Babbo Natale), e anche ammesso che il Tg1 quella “censura” l’abbia davvero studiata, che un giornale antagonista pur di dare addosso al premier si esibisca nel linciaggio di un collega e della democrazia per far spazio alle pur eleganti parole di Luca di Montezemolo, editore del Corriere della Sera e gran visir di tutti i padroni, beh, un po’ fa riflettere.

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