Miracolo Rifondazione, misura il senso delle suore in decibel

Di Tempi
30 Marzo 2006

L’assordante rumore del silenzio. è quello provocato dal monastero Santa Speranza delle suore clarisse di San Benedetto del Tronto che risulta impossibile ampliare perché manca il nullaosta di ecocompatibilità acustica, necessario al via libera per il progetto di ammodernamento. Ma è anche quello che, nel mondo cattolico e non solo, sta provocando la questione, tanto che si è formato un comitato il quale ha annunciato lo sciopero del voto amministrativo di maggio.
La vicenda risale al 2001 quando le tre suore, la madre superiora Patrizia e altre due sorelle, domandano una variante al piano regolatore generale. In una zona, Valle Oro, appetita ed appetibile per interessi costruttori e costruibili di non poco conto, in una città che ha visto l’ultimo piano regolatore negli anni Ottanta e che proprio sul rinnovo ha visto franare l’ultima giunta cidiellina, nel luglio scorso.
Lo spazio oggi è poco, altre sorelle sono arrivate, presto saranno in sette, che dormono ancora su letti a castello. Con le finanze caritatevoli di cittadini più o meno abbienti, assidui frequentatori del luogo di meditazione e preghiera, si è messa mano alla contorta pratica. Dalla lentezza esasperante, che solo la pazienza francescana può sopportare. Eccoci a maggio 2005, la variante trova finalmente la delibera del consiglio comunale, pronta per l’autorizzazione pro forma della Provincia, unica in Italia a guida Prc. Quest’ultima si degna di far pervenire una risposta (dovuta) soltanto il 1° agosto, e prendendo a scusa vari cavilli burocratici vieta l’ampliamento accampando inconsuete “norme acustiche”.
Ma quale fracasso può provocare un monastero situato in aperta campagna? Quali altri disturbi esistono per la zona a parte il rumore delle campane e le rare automobili colme di viveri che qui si inerpicano per la stradina che arriva al monastero? Ovviamente la questione ha suscitato lo sdegno del mondo cattolico. Intanto s’è formato un Comitato pro Clarisse che ha già raccolto molte firme a sostegno delle suore.
Laura Ripani

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