La baby gang delle forsizie

Di Valenti Annalena
30 Marzo 2006

Nel giardino condominiale si consuma la battaglia per diventare grandi. E se non si combatte per liberare il mondo dal male come i piccoli eroi di quattro anni che cacciano i lupi nascosti dietro i cespugli delle forsizie, si cerca almeno di diventare più furbi come le due bambine di otto anni che suonano alle porte. «Signora vuole comprare questi fiori?», chiede la spavalda, mentre l’altra entra ed esce dall’ascensore un po’ imbarazzata. Imbarazzo comprensibile dato che i fiori in vendita sono stati estirpati dal giardino del condominio. «Scusate, vanno bene margherite e violette, ma spezzare i rametti delle forsizie!». Al che la spavalda, che deve aver già suonato ad altre porte, mi dice: «Non siamo state noi a spezzarli, ma una bambina. che non conosciamo molto. Allora ci siamo dette, perché sprecare dei fiori così belli, meglio venderli». Così, riconoscendo la superiorità della furbizia e pentendomi di aver detto, anzi, dato il soggetto, suggerito – i rami si devono tagliare con le cesoie – compro i fiori, che per qualche millesimo sarebbero già miei, e penso con angoscia alla prossima riunione di condominio, quando, al punto numero 3 dell’ordine del giorno, che immagino sarà ancora dedicato a “bambini e cani”, dovrò difendere i bambini che combattono per il bene del mondo e anche le bambine che lo vogliono rendere più bello.

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