La troika filo-Iran di Strasburgo

Di Bracalini Paolo
06 Aprile 2006

Dopo le provocazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nei confronti di Israele, sui tavoli del parlamento europeo gira la petizione del Congresso ebraico europeo, che a Strasburgo chiede di far votare una risoluzione in cui si dichiari il presidente iraniano «persona non grata» sul territorio europeo. «Una misura del tutto naturale – dice Pierre Besnainou, presidente del Congresso – viste le molteplici leggi contro il negazionismo votate dai Venticinque». Questo è tra gli atti più forti e visibili mai portati avanti dal Congresso ebraico europeo dalla sua fondazione nel 1986. «Tuttavia, mi rattristo del fatto che dobbiamo essere noi a promuovere queste iniziative: il caso iraniano dovrebbe invece preoccupare tutti i cittadini e non solamente gli ebrei». Nel frattempo, la volontà della troika europea di portare avanti i negoziati sulle ambizioni nucleari di Tehran è stata severamente criticata, specialmente in Germania. Paul Spiegel, rappresentante degli ebrei tedeschi nel Zentralrat der Juden in Deutschland, lo scorso dicembre dichiarava: «La politica accomodante dei governi europei nei confronti dell’Iran deve finire. È necessario esaminare e porre in atto tutte le possibili opzioni: dalle sanzioni economiche a quelle politiche, anche attraverso l’esclusione dall’Onu».

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