E’ il Veneto la Casa delle Libertà

Di Menorello Domenico
13 Aprile 2006

Alle 22 e 30 dell’incredibile serata dello scrutinio elettorale un dato sembra ormai acquisito: è il Veneto la “casa delle libertà”. Quasi un 58% a fronte di un’Unione che sembra non arrivare alla soglia del 40%, nonostante i Cacciari, nonostante i sindaci ulivisti di Padova e Verona, nonostante la moglie di Fassino che svetta nella testa di lista in un Veneto che credeva di sbaragliare conoscendolo grazie ai depliant turistici. Già! Pare proprio che quella famosa “piccola impresa” di cui è zeppo ogni comune veneto (e di cui tutti parlano se vogliono fare un esempio concreto di una sana economia italiana) non creda proprio allo statalismo dell’Unione. Preferisce chi la lascia lavorare, senza soffocarla, per creare ricchezza e occupazione. Vecchia storia di un feeling fra i silenziosi lavoratori del Veneto con leve di politici moderati. Come con la Democrazia Cristiana di un tempo, che qualche lustro or sono inventò le piccole zone industriali e artigianali disseminate ovunque, con i suoi sindaci che andavano a firmare le garanzie in banca per chi voleva iniziare a fare un’impresa. E come oggi, con quel governatore forzista sceso in campo da capolista al Senato per Forza Italia, quel Giancarlo Galan bollato dai soloni come l’antitesi della politica classica, che però da 11 anni guida la Regione, avendo in mente di dare ai suoi veneti nuove opere, cantieri aperti al passante di Mestre, Alta Velocità e nuove superstrade. Ma che facilmente trovi nelle sagre ad ascoltare i segreti che usano i contadini veneti per rendere eccellenti i loro prodotti. E che ha indicato in questi ultimi mesi un nuovo obiettivo ai veneti circondati dai privilegi delle regioni a statuto speciale, mettendosi in testa, con tutta la determinazione possibile, alla più difficile delle battaglie: quella della sussidiarietà e del federalismo fiscale!
Una battaglia per la sussidiarietà che, evidentemente, in Veneto sono in tanti a voler combattere. Almeno il 58%!

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