E la grosse koalition intanto va avanti

Di Tempi
20 Aprile 2006

C’è chi, come il governo francese, cede alla piazza e manda in soffitta una buona legge (il Cpe, contratto di primo impiego, che permette alle aziede il licenziamento senza giusta causa dei dipendenti sotto i 26 anni entro i primi due anni di lavoro). E c’è chi, come l’esecutivo tedesco guidato da Angela Merkel, decide di sfidare l’elettorato con norme impopolari ma necessarie per sbloccare un mercato del lavoro ingessato. La cura della “Thatcher tedesca”, infatti, comincia a sortire benefici, tanto che il Financial Times ha dedicato un articolo entusiasta alle riforme somministrate da Super-Angie al mercato del lavoro (in merito a tempi di prova e licenziamenti) e alla sanità, dove la Grosse Koalition sta per varare quella che Berlino definisce la “seconda tappa” dell’azione di governo. Sul tema sanità però persistono differenze fra i due schieramenti guidati dalla Merkel, soprattutto sull’aspetto contributivo: mentre infatti il fronte conservatore è a favore di un forfait uguale per tutti, i socialdemocratici sostengono un contributo proporzionale al reddito. «In linea di massima la sanità sarà più cara», ha detto ai deputati la Merkel nell’intento di preparare i cittadini a maggiori sacrifici. Un’altra grande scommessa, poi, si gioca sulla Kündigungsschutz, la normativa su periodi di prova e difesa dal licenziamento, corrispondente al nostro articolo 18. In base all’accordo di programma, il periodo di prova per i nuovi contratti è stato esteso da sei mesi a due anni, durante i quali tuttavia non sarà possibile licenziare senza motivo. Il ministro del Lavoro Franz Müntefering (Spd), criticando l’atteggiamento di vari esponenti conservatori che secondo lui tradirebbero tale accordo, ha annunciato la sospensione dell’intesa sul Kündigungsschutz, ma Angela Merkel ha immediatamente reso noto che sarà comunque trovato un compromesso, e che questo non sarà al ribasso.
La Cancelliera ha poi indicato otto campi di riforma per i quali la Grosse Koalition intende impegnarsi. Oltre alla sanità e al mercato del lavoro, la riforma del federalismo, la politica energetica, la ricerca e lo sviluppo, la tassazione delle imprese, il sostegno alle famiglie e la lotta all’eccessiva burocrazia. Aspre critiche alla politica del governo sono venute dall’opposizione, relegata ai tre partiti minori, Verdi (Grünen), liberali (Fdp) e nuova sinistra (Linkspartei). Ma i governi seri, quelli che si occupano del bene comune e non della tutela di rendite e privilegi, vanno avanti per la loro strada.

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