Paura del prof. (e dei prof dei prof)

Di Valenti Annalena
20 Aprile 2006

Molta preoccupazione sembra destare la vittoria della sinistra alle elezioni politiche, perlomeno da parte di politici e mass media. Sicura instabilità, ricatto da parte dell’estremismo, brogli elettorali, necessità di una grande coalizione, o no, eccetera. E il popolo? Il popolo, che al solito ha fatto saltare in aria il castello di carta di previsioni scontate, come ha reagito? Come reagisce?
In un pezzetto d’Italia come è quello di Trinità, Sardegna, l’osservatorio è quello del popolo di Marinedda. Così Doriana, che studia all’università di Sassari: «Quello che mi scoccia di più è che già facevano quello che volevano prima, che non erano al potere, figurati adesso! Dovevi sentire il professore di sociologia, come se ci fosse stata chissà che vittoria. E poi ti dice che chi non la pensa come lui può farsi avanti e dire la sua. Figurati, a uno che dice che le Torri Gemelle sono state buttate giù dagli stessi americani, dalla Cia. E sai qual è il risultato? Alle lezioni ci saranno massimo dieci persone, l’università è vuota».
E se non vi basta come immagine di un popolo, che, se non si dà una riscossa, o viene schiacciato o si ritira, costretto da ideologie senza senso e senza nessi con la realtà, ecco la preoccupazione, visionaria, di Clara, 10 anni: «Che leggi farà Prodi?. Porca vacca! Magari non ci farà più uscire di casa!». Intanto un pezzo di popolo di Marinedda si ritrova, insieme, a festeggiare la Pasqua di Nostro Signore.

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