La lucida incoscienza di Lalla

Di Valenti Annalena
27 Aprile 2006

Mia figlia Lalla, in attesa del responso che deciderà se dovrà fare il trapianto di midollo, mi telefona dall’ospedale: «Mamma, i risultati non sono arrivati, mi porti un panino con tonno, mozzarella e pomodoro e i gelati?», «il dottor P. dice che, se devo fare il trapianto, forse lo posso fare dopo la maturità, scusa mi porti il risotto con la zucca?», «dopo la Messa mi porti la frittella di Caravaggio?», «mamma, sì ho fatto il midollo, oggi sono venuti la Sara, Paolo e la Gio, mi hanno fatto uscire nell’atrio, mi fai parlare con la Tere e la Clara e il Gio?». Pensate sia incoscienza la sua? No, incoscienza è votare Unione e ritrovarsi Bertinotti a fare il presidente della Camera. La visione della Lalla è più quella di Chesterton quando dice che sarebbe meglio dedicare il tempo «ad un lavoro solido, serio e costruttivo, come il ritagliare figure di cartone, ed impiastrarvi su vivaci colori». La sua vita l’ha affidata alla Madonna, ai medici, a don Giussani, alle preghiere dei suoi compagni, ai rosari delle mie amiche, e così le rimane il tempo per le cose ‘solide serie e costruttive’, come farsi portare cibo che non sia dell’ospedale, addormentarsi la sera dopo aver parlato al telefono con i suoi fratelli ed escogitare il modo di vedere tre amici invece di uno. Sa che il resto non dipende da lei.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.