Un dandy alla padre Brown
Ronald A. Knox fu pastore anglicano, come il padre e un fratello maggiore; poi, nel 1917, divenne sacerdote della Chiesa cattolica. Appassionato di gialli, scrisse un importante saggio su Arthur Conan Doyle e sei romanzi. Tra le altre cose, divenne amico di Gilbert K. Chesterton e col creatore di Padre Brown condivise l’idea che il racconto poliziesco è uno dei generi letterari più adatti a trattare il dramma del bene e del male in cui si dibatte il cuore di ogni uomo. Così è anche per Nigel Burnell, studente a Oxford all’indomani della Prima guerra mondiale. Dandy supponente e disincantato, è l’idolo di una congrega di accoliti che «dichiaravano che la loro missione era quella di incoraggiare l’immoralità tra gli studenti, il bolscevismo tra i domestici e il suicidio tra i professori». Durante una gita in barca sul Tamigi scompare suo cugino, Derek, erede designato delle cinquantamila sterline del nonno. Nigel ha un alibi di ferro; ma se il cugino è morto l’eredità tocca a lui. Tanto basta per insospettire la compagnia che ha assicurato la vita di Derek e il suo investigatore. L’indagine è avvincente e ricca di colpi di scena; e la conclusione avrà a che fare con un recupero di umanità da parte dei protagonisti.
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