Nuove frontiere per i tele-tossici
Dopo la febbre da reality, da qualche tempo ormai è esplosa la mania per i telefilm. Quasi esclusivamente importati dagli Usa, sono il must del momento. Ce n’è per ogni gusto. “Sex & the City” è il più amato dalle fashion victim. Più pulp è “Nip/Tuck” che racconta di “ritocchi” di chirurgia plastica da voltastomaco. Per le casalinghe frustrate ci sono le storie poco probabili di “Desperate Housewives”. “The O.C.” si svolge nella dorata Orange County e racconta le gioventù bruciate della generazione iPod. Tra i più amati ci sono le vicende adrenaliniche – spesso ciniche – di “E.R.” (che hanno portato fortuna a George Clooney) e l’ultima nuova mania, l’isola dei misteri di “Lost”.
Molti telefilm-dipendenti si sono incontrati a Milano lo scorso week-end durante il “Telefilm Festival”, una kermesse di serial tv tra episodi inediti, diretti da grandi registi o interpretati da attori famosi, insieme a retrospettive, tavole rotonde, stelle e stelline di vario grado d’importanza. È stata una overdose da short-cut che ha visto anche la presentazione di “Sleeper cell” (cellula dormiente), la prima serie tv sui kamikaze cresciuti nella società occidentale.
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