Il Napolitano dimenticato
Il liceale Giorgio Napolitano scoprì «la specie dei comunisti» a Padova, dove arrivò da sfollato per un semestre fra il 1941 e il ’42. «Vidi a Padova come ci fossero vie che dall’impegno culturale, nutrito di senso della libertà e della responsabilità, conducevano all’impegno politico, antifascista e tendenzialmente comunista». Proprio così scrive il neo presidente della Repubblica nell’autobiografia edita da Laterza solo qualche settimana fa. Poi capita che dai cortei di Milano del 25 aprile vengano cacciati Umberto Bossi (nel 1994) e Letizia Moratti (nel 2006).
Signor presidente (di tutti), su cultura, libertà e antifascismo sente anche lei la mancanza di un po’ di “migliorismo”?
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