L’arte di lasciare al Mistero la sua parte
«La grande arte di Raffaello, di Bosch o di Carpaccio è rivissuta non come se fosse la storia ma come un sogno, un patrimonio dell’immaginario collettivo da cui attingere soddisfazione per gli occhi, in piena libertà di spirito». Per questo Vittorio Sgarbi ha inaugurato la personale di Svetlana Nikolic “Lasciamo che il mistero faccia la sua parte” mercoledì 10 maggio in via Sant’Andrea 10/a a Milano. 42 tele che l’artista di Belgrado, fresca del successo delle sue esposizioni a Parigi, Bruxelles, Roma e Firenze, lascerà alla città fino al 31 maggio, tele in cui la fedeltà alla tradizionale propensione per l’olio, per i paesaggi e per le composizioni fantasiose, s’inchina all’atmosfera di mistero e di stupore restituita da singolari e imprevedibili abbinamenti dell’immaginazione. Risiede in questo il fascino delle opere della Nikolic, nel fascino surreale dell’apparire, scrive Sgarbi nella presentazione del catalogo «un Cristo battezzato e un cavaliere armato, nobiluomini paludati e damigelle di corte, anime gaudenti in giardini delle delizie e in fontane dell’eterna giovinezza, persone ancora viventi vestite all’antica, tutti apparentemente senza un nesso valido, senza una ragione logica.».
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