Il mondo buono di Massobrio

Di Bobo
18 Maggio 2006
Paolo Massobrio, Il tempo del vino, ed. Rizzoli, pagg. 398, euro 19

Bisogna leggerlo. Bisogna proprio leggerlo, questo ultimo libro di Paolo Massobrio. Perché racconta di cose semplici, umane, vere. Racconta di nonna Angiolina e delle sue vigne, da cui è nata la sua passione. Nonna Angiolina che spingeva la bicicletta su per la salita, carica di erba medica per i conigli, sudata, e lui voleva aiutarla, e lei no, perché «quello era il suo compito. Non mi toccava, punto». Racconta di un mondo antico («dai tempi di san Benedetto a quelli di mia nonna Angiolina»), costruito sulla «convinzione che stare al mondo non fosse una maledizione, anzi», anche se la guerra si prendeva i ragazzi, e gli altri andavano nella Merica perché da mangiare per tutti non ce n’era. Racconta di radici metaforiche e reali: il paese e le vigne, che accompagnano con la loro fedeltà la fragilità degli uomini. Racconta di incontri con contadini, osti, vignaioli, enologi, che tenacemente quel mondo conservano e fanno rivivere nei loro piatti, nei loro salumi, nei loro vini. Racconta, al fondo, di un desiderio struggente, incancellabile di verità e di bellezza che sta all’origine: quella bellezza che, disse una volta don Luigi Giussani, «si esercita sugli uomini attraverso la poesia e la musica, il cibo e il vino».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.