Quello strano incontro privato tra un premier con i baffi e Milutinovic
Massimo D’Alema vuole ritirare il nostro contingente militare a Nassiriya per sostituirlo con forze civili e volontari ‘di pace’. Peccato che le buone intenzioni del nuovo ministro degli Esteri cozzino contro la realtà. La notizia del riscatto pagato per la liberazione dei civili Giuliana Sgrena e le due Simone (costate ai contribuenti italiani rispettivamente 6 e 5 milioni di dollari) non sembrano infatti un buon viatico per questo genere di iniziative. «Inviare civili a Nassiriya è come spingere un topo in bocca al gatto», dicono gli analisti.
Intanto, mentre il novello ministro degli Esteri assicura ulteriori ‘riflessioni’ sul tema, esce un libro che farà molto discutere a sinistra. Si tratta del diario dell’ambasciatore jugoslavo a Roma durante il conflitto in Kosovo. Libro in cui l’attuale inquilino della Farnesina viene ritratto come un protagonista della guerra alla Jugoslavia di Slobodan Milosevic. Non foss’altro perché, leggiamo nel diario di Miodrag Lekic, proprio alla vigilia dei raid aerei su Belgrado (ancora più ‘illegali’ di quelli su Baghdad, visto che non solo non vennero autorizzati da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma Cina e Russia avrebbero posto il veto), mentre faceva attrezzare le basi Nato, l’allora presidente del Consiglio fraternizzava con il presidente serbo Milutinovic (in foto) «in visita privata (per non dire privatissima) a Roma. Tra l’altro, curiosamente, incontra il presidente del Consiglio D’Alema nell’appartamento di un dentista romano».
Tutto ciò, ricorda Lekic, senza che neppure lui, l’ambasciatore jugoslavo a Roma, sia informato della visita di Milutinovic, «che certamente ha buoni motivi per evitarmi e che, infatti, non incontro durante il suo soggiorno romano» (Miodrag Lekic, La mia guerra alla guerra, Guerini e Associati, aprile 2006).
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