Benedetti gli okkupanti americani

Di Bottarelli Mauro
25 Maggio 2006

C’è bisogno delle forze straniere in Irak, a Baghdad e nel sud. Ne è convinto il vescovo caldeo di Amadiyah e di Erbil, monsignor Rabban Al Qas, secondo il quale la presenza dei militari stranieri «è necessaria non solo per arginare le violenze di stampo religioso, istigate dall’esterno, ma soprattutto per il mantenimento di ciò che si è già lentamente costruito». Il presule ritiene inoltre che oggi l’Irak sarebbe stato «molto peggio senza l’intervento degli Usa». «I militari stranieri – spiega – sono importanti anche per il controllo delle frontiere, in particolare con l’Iran e la Turchia, da dove arrivano armi e miliziani». Che ne dice Romano Prodi?
Sono ancora vivi i tre cattolici indonesiani di cui giorni fa sembrava decisa l’esecuzione capitale e oggi chiedono a gran voce il «sostegno morale di tutti i cattolici nel Paese». A riferirlo è un parente di Dominggus da Silva, che insieme a Fabianus Tibo e Marinus Riwa è condannato a morte come responsabile degli scontri interreligiosi del 2000 a Poso, Sulawesi centrale.
Le minoranze religiose del Rajasthan esprimono “gratitudine e gioia” per la scelta di Pratibha Patil, governatore dello Stato occidentale del Rajasthan, di rigettare il decreto sulla libertà religiosa approvato a marzo dal parlamento nazionale. Per l’arcivescovo Stanislaus Fernandes «il decreto non approvato era contro i diritti umani e civili di tutta la popolazione che sono scritti nella Costituzione indiana».

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