Le incredibili (e scivolose) trovate di Chiamparino

Di Pianta Mauro
25 Maggio 2006

Il vero colpo Sergio Chiamparino (Ds) contava di averlo messo a segno un mese fa, quando, promettendole due posti in giunta in caso di vittoria, era riuscito a neutralizzare l’opposizione di Rifondazione comunista alla Tav. E pensare che solo qualche giorno prima, a risultati delle politiche ancora caldi, aveva dichiarato: «A Torino, con oltre il 50 per cento dei consensi, il centrosinistra è autonomo da Rc». Poi, improvvisa, la retromarcia. Perché se all’ombra della Mole il distacco tra le due coalizioni è di 15 punti, è anche vero che nell’ultimo anno la Cdl è riuscita a recuperare 17 mila voti. E così il sindaco ha pensato di cautelarsi stringendo il patto con i comunisti che nella scorsa legislatura tuonavano contro di lui dall’opposizione. Una spallata definitiva alle aspettative dello sfidante Rocco Buttiglione? Non è detto, perché l’operazione potrebbe appannare l’immagine moderata-rifomista del Chiampa.
«L’attuale sindaco – attaccano in coro il filosofo e il forzista Alberto Mina – voleva fare il capo dei moderati ma sarà costretto a fare il capo dei comunisti e dei radicali alla Silvio Viale, aspirante assessore e campione della pillola abortiva Ru 486. E non potrà non tenerne conto nella sua eventuale azione amministrativa». Imbarcati rifondaroli e rosapugnoni, messo a cuccia il suo vice (il cattolico Marco Calgaro) poco propenso al passaggio in centro del corteo del prossimo Gay Pride, sempre più intenzionato a moltiplicare strutture e carrozzoni pubblici, Chiamparino si prende pure il lusso di gigioneggiare con l’Ici. Lo scorso 12 marzo, con una lettera pubblicata dalla Stampa, avvertiva i torinesi che se volevano mantenere il livello estetico e di pulizia esibito dal capoluogo durante le Olimpiadi era necessario aumentare di «tre quarti di punto l’Ici sulla prima casa». Oggi, in campagna elettorale, ci spiega che naturalmente «l’Ici va diminuita».
Una grossa mano al sindaco in carica la dà anche la vigilante stampa democratica locale, la quale non insiste troppo nel ricordare, che Torino è la città più cara e – parola di Legambiente – più inquinata d’Italia. Né si affanna a rammentare che il successo olimpico non è frutto esclusivo dello sforzo eroico del primo cittadino, come lui lascia volentieri intendere incontrando i pensionati alle bocciofile. Intanto Chiamparino lancia la sua idea per l’utilizzo del patrimonio post-olimpico: il Palaisozaki (12 mila posti) in affitto a 500 euro l’ora per battesimi e prime comunioni. Da Sergio, pizza anche a mezzogiorno.

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