Brogli, quella letterina cestinata dal Corriere
Il Corriere della Sera non si è limitato a ignorare qualunque notizia relativa a irregolarità nel voto degli italiani all’estero: ha pure negato la pubblicazione alle lettere dei lettori che esprimevano sospetti, mentre ha messo in pagina quelle di chi giurava sulla regolarità del tutto. Il 19 aprile nella rubrica “interventi e repliche” il presidente del Comites di Zurigo, Luciano Alban, spiega che se qualche elettore non ha ricevuto il plico elettorale è colpa sua, perché non ha regolarizzato la sua posizione presso l’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Poi attacca per nome il signor Fausto Tondi, che intervistato alla trasmissione “Terra!” aveva affermato che il trasporto delle schede votate all’aeroporto di Zurigo era avvenuto senza seri controlli e garanzie. Alban spiega che tutto si è svolto col massimo rigore, con «materiale elettorale partito direttamente dalla tipografia che svolge questo lavoro anche per le votazioni elvetiche» e che il trasporto all’aeroporto è stato effettuato da «funzionari consolari coadiuvati da guardie di sicurezza». Tondi, chiamato in causa, scrive una lettera al Corsera invocando il diritto di replica. Gli viene negato dicendo che i riferimenti di Alban a lui sono solo incidentali, e lo si invita a proporre un testo diverso da quello inviato. Che cosa c’era scritto nella missiva bocciata? Una cosa da niente: che i consolati italiani in Svizzera hanno appaltato a licitazione privata l’intero pacchetto del voto degli emigrati alla OSS di Bruno Savino, un italiano simpatizzante di sinistra. È lui che ha pensato a tutto: stampa delle schede e loro imbustamento e spedizione, fornitura dei cartoni e dei sigilli per il trasporto all’aeroporto, effettuato da camioncini della sua ditta, ecc. Quello che la lettera non dice è che un’altra ditta, con sede a Locarno, si era proposta per il servizio di stampa del materiale elettorale e per il trasporto dei cartoni, subappaltato alla Viamat, leader mondiale dei trasporti di valore. Il tutto a condizioni economiche più convenienti di quelle offerte dalla OSS, a quanto ne sappiamo. Ma il monopolio dei servizi di tutti i tipi ai consolati italiani in Svizzera ce l’ha da anni il signor Savino. Buon per lui.
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