Meno controlli per tutti
Un nuovo ente europeo per controllare l’ente europeo che dovrebbe controllare i politici europei. L’Ufficio europeo antifrodi (Olaf) è in subbuglio. Il commissario Ue, Siim Kallas (in foto), propone di mettere una commissione apposita a sorvegliarlo, perché le indagini sulle frodi vengano compiute nel modo corretto e più rapidamente (oggi la media durata di ogni inchiesta è di ventritré mesi), ma anche per impedire che l’Olaf indaghi troppo sbrigativamente e senza preavviso sui vertici europei, come è successo nel 2003 per lo scandalo Eurostat, con i più alti funzionari dell’istituto statistico europeo colti con le mani nel sacco dei soldi comunitari.
La riforma imporrebbe che l’Olaf informi preventivamente le istituzioni Ue qualora esse debbano essere indagate per qualche motivo, e prima che i risultati delle inchieste vengano passati alle autorità giudiziarie dei paesi membri. Molti deputati europei si sono lamentati perché, a loro dire, l’Olaf tratta le indagini ad alto livello come si tratterebbe un caso qualsiasi di «contrabbando di sigarette». Dal momento che l’Olaf è indipendente dalla Commissione europea, attualmente non è tenuto ad informarla. Ma se invece questo succedesse, pretendono a Bruxelles, «si avrebbe il tempo per fermare i casi di corruzione». Prima che si scoprano.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!