Se son Rosy non hanno spine
Se sei una di quelle donne che, quando il tuo capo si è alterato sapendo che eri incinta del secondo figlio, tu imperterrita hai fatto anche il terzo e poi il quarto, perché se hai deciso di far famiglia vuoi figli, non cani. Anzi, col paese a crescita zero, pensi che dovrebbe premiarti, il tuo capo. Se, incinta di due gemelle, il ginecologo ti dice che dovresti stare a riposo, e invece, anche se a ritmo più blando, continui a lavorare, perché ti senti responsabile di quella fabbrica di famiglia. Se l’azienda ospedaliera per cui lavori non vuole che tu faccia gli straordinari, e tu allora timbri il cartellino e poi rientri in ospedale, perché certi lavori, tipo far nascere un bambino, non puoi lasciarli a metà. Se sai che il neo ministro Rosy Bindi si occuperà delle coppie di fatto e «dei soprusi e dei delitti più atroci» che avvengono in famiglia, se cioè sai che non si occuperà per niente di te, della maggior parte dei cittadini, della tua e loro famiglia. Se ti chiedi che differenza c’è tra le neoelette deputate femmine e i loro colleghi maschi e non ne trovi. Se cioè sei una donna normale ma non qualunque, allora il Roseto della Villa Reale di Monza è anche per te. A maggio ti puoi immergere nella bellezza, inebriare di profumi, confermare la tradizione che da sempre vuole la rosa il fiore più bello, il fiore di Maria. E, ritemprata, sfoderare di nuovo le spine.
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