E’ pubblico se è utile a tutti. Auguri a Fioroni/2
Il ministro Fioroni ha raccolto facili applausi annunciando il ritorno del magico aggettivo. Il diritto all’istruzione, ha però aggiunto, è un bene pubblico «indipendentemente dagli erogatori chiamati a fornirlo». Osservazione fondamentale. Aiutiamolo a comprenderne il valore con un esempio. Oggi in Italia circa ventimila studenti frequentano corsi di formazione professionale, per lo più gestiti da enti che la pigrizia linguistica corrente definirebbe “privati”. La maggior parte di questi studenti sono stati espulsi dal sistema che la suddetta pigrizia continua a definire “pubblico”. Tali corsi sono in gran parte finanziati con denaro pubblico (senza virgolette, denaro di tutti). Prima domanda: cos’è più servizio pubblico (senza virgolette, cioè utile a tutti)? Quello dell’istituto tecnico o professionale statale che ha abbandonato i ragazzi a se stessi? O quello del centro di formazione professionale “privato” che li recupera, offrendo loro un’opportunità? Seconda domanda: e se non ci fossero i finanziamenti pubblici per consentire tale possibilità chi ci rimetterebbe, i ricchi o i poveri? Ministro Fioroni, questa rubrica le augura di cuore buon lavoro. Continui a non farsi ingannare da come usano le parole intorno a Lei.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!