Cento giorni per l’acqua calda
Un surrogato per l’infanzia di Famiglia Cristiana, Il Giornalino, ha dedicato il manifesto della settimana a Giorgio Napolitano. Il poster con citazione presidenziale recita così: «Le famiglie rappresentano la più grande ricchezza dell’Italia. Le famiglie laboriose e modeste educano i loro figli al senso del dovere verso la patria e verso la società».
Un bel quadretto, non c’è che dire. Un’ennesima benedizione all’Unione (e chi ha mai parlato di pacs o di riconoscimento pubblico alle unioni omosessuali? Forse Romano Prodi nella sua affettuosa lettera pre-elettorale all’Arci Gay?).
Dunque, oltre alla grande abbuffata istituzionale, cosa ci prepara la benedetta Unione? Tanto per cominciare, alla sussidiarietà (caposaldo di una società libera e della dottrina sociale della Chiesa) Prodi non ha fatto un solo cenno, né nei suoi discorsi in Parlamento, né nel suo “programma dei primi cento giorni”, dove invece troviamo: nuova sanatoria per gli immigrati e ritiro delle truppe dall’Irak; riduzione del cuneo fiscale «per le imprese delle aree svantaggiate» (leggi: primo avviso di nuova Cassa per il Mezzogiorno e di Guardia di Finanza per il Nord berlusconiano); demolizione delle riforme sulla Giustizia (leggi: tanto vi dovevamo e tanto ancora vi daremo, cari magistrati che fate politica e lottate insieme a noi); demolizione della Gasparri (leggi: o Berlusconi si dà una calmata o gli mettiamo in ginocchio Mediaset); «sostegno al parto sicuro e indolore» (leggi: «sostegno all’acqua calda», o si deve pensare che fino all’arrivo di Prodi i reparti di maternità pullulavano di personale medico e paramedico che si prodigava per “il parto insicuro” e ignorava l’epidurale?); riforma della riforma Moratti (leggi: la scuola statale non si tocca perché quel milione di suoi addetti vota per noi, e lascia stare se il più bel risultato dello statalismo è che due studenti su tre si fanno le canne). Un bel quadretto. Non c’è che dire. Amen.
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