Cento giorni per l’acqua calda

Di Tempi
01 Giugno 2006
Prodi diffonderà il parto sicuro. Epidurale sì, sussidiarietà no

Un surrogato per l’infanzia di Famiglia Cristiana, Il Giornalino, ha dedicato il manifesto della settimana a Giorgio Napolitano. Il poster con citazione presidenziale recita così: «Le famiglie rappresentano la più grande ricchezza dell’Italia. Le famiglie laboriose e modeste educano i loro figli al senso del dovere verso la patria e verso la società».
Un bel quadretto, non c’è che dire. Un’ennesima benedizione all’Unione (e chi ha mai parlato di pacs o di riconoscimento pubblico alle unioni omosessuali? Forse Romano Prodi nella sua affettuosa lettera pre-elettorale all’Arci Gay?).
Dunque, oltre alla grande abbuffata istituzionale, cosa ci prepara la benedetta Unione? Tanto per cominciare, alla sussidiarietà (caposaldo di una società libera e della dottrina sociale della Chiesa) Prodi non ha fatto un solo cenno, né nei suoi discorsi in Parlamento, né nel suo “programma dei primi cento giorni”, dove invece troviamo: nuova sanatoria per gli immigrati e ritiro delle truppe dall’Irak; riduzione del cuneo fiscale «per le imprese delle aree svantaggiate» (leggi: primo avviso di nuova Cassa per il Mezzogiorno e di Guardia di Finanza per il Nord berlusconiano); demolizione delle riforme sulla Giustizia (leggi: tanto vi dovevamo e tanto ancora vi daremo, cari magistrati che fate politica e lottate insieme a noi); demolizione della Gasparri (leggi: o Berlusconi si dà una calmata o gli mettiamo in ginocchio Mediaset); «sostegno al parto sicuro e indolore» (leggi: «sostegno all’acqua calda», o si deve pensare che fino all’arrivo di Prodi i reparti di maternità pullulavano di personale medico e paramedico che si prodigava per “il parto insicuro” e ignorava l’epidurale?); riforma della riforma Moratti (leggi: la scuola statale non si tocca perché quel milione di suoi addetti vota per noi, e lascia stare se il più bel risultato dello statalismo è che due studenti su tre si fanno le canne). Un bel quadretto. Non c’è che dire. Amen.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.