Una tassa su email e sms

Di Bracalini Paolo
01 Giugno 2006

L’idea è questa: tassare e-mail e sms, in tutti i paesi membri, per finanziare il bilancio Ue. è venuta all’eurodeputato francese Alain Lamassoure, anche se era stata già bocciata, per esempio in Italia lo scorso anno, come mezzo per ripianare il deficit. Lamassoure ha proposto all’Europarlamento l’eventualità di una tassa di circa 1,5 centesimi sugli short messages telefonici e una di 0,00001 centesimi sulle e-mail per aiutare il bilancio Ue. «Si tratta di noccioline – dice l’eurodeputato – ma che su miliardi di invii giornalieri potrebbero diventare una somma enorme».
Attualmente il bilancio comunitario viene finanziato attraverso una combinazione di dazi alle importazioni, tasse sul valore aggiunto e contributi diretti da parte degli stati membri in percentuale al pil. Ma dopo la battaglia per il bilancio settennale, si è deciso che le modalità del finanziamento Ue andranno cambiate, per cui si accettano nuove proposte attese per l’anno 2008-2009. «Il modello attuale di finanziamento europeo è ormai agli sgoccioli, così non si può continuare», ha detto il presidente Ue di turno, il cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel, spiegando di averne parlato con il presidente dell’europarlamento Josep Borrell, il quale dice: «L’attuale sistema di finanziamento dell’Unione non è neanche comprensibile ai cittadini». Con gli sms invece è tutto più chiaro.

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