Inizia l’era del Prodi bis
Il fatto che il settimanale Novella 2000 del 25 maggio scorso abbia tessuto un «elogio della normalità» della signora Prodi e del suo abbigliamento, mi ha alterato. Usando spesso l’aggettivo “normale” per descrivermi e descrivere le donne che conosco, mi è sembrato quasi un’offesa. Come si spiega questo elogio? Lo schieramento, neppur minimamente celato, di questo giornale con il potere attuale, per cui nello stesso numero la signora Storace e figlia, che potrebbero benissimo rappresentare un certo tipo di normale e procace donna italiana, vengono invece pesantemente insultate, non sembra essere la sola risposta. Bisogna cercare più in là. Da una parte l’educazione permanente, della quasi totalità dei mass-media, all’invidia sociale e alla lamentela piena di diritti, deve trovare uno scopo, un punto su cui scatenarsi, che faccia possibilmente distogliere lo sguardo da come gira la realtà, e quello c’è: Berlusconi, i ricchi, Moggi, Basso, la casa sarda di Berlusconi, tutti quelli che hanno qualcosa più di me. Dall’altra deve trovare un’icona, e chi meglio della famiglia Prodi? Non ricchi, cattolici, pauperisti, pacifisti, professore lui, dimessa lei (per inciso l’opposto di Veronica). Chi mai potrebbe invidiarli? E se il popolo femminile non si vuole adeguare al modello di normalità della signora Flavia, niente paura, nelle pagine successive Novella propone sempre le sue soubrettine desnude.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!