Maria e Gesù erano sorelle?
Intellettuali di pensiero gracile elevati dall’industria mediatica a chissà quali vertici di filosofia. Dogmatici privi di senso dell’humour. Stiamo grattando il fondo del barile del dubbio sistematico e della morte di Dio. Il barile di quella modernità per cui si è persa sì e no la fede in Dio, ma di sicuro è disprezzata ogni certezza a riguardo del mondo comune. Modernità che non cessa di alimentare incubi piuttosto che, come fa il moccioso incaponito in un capriccio, compiere il semplice atto di lealtà di non voltare le spalle al sole, alle cose, al reale. All’inizio del moderno fu il dubbio e lo scetticismo tragico. Adesso il dubbio postmoderno è lo scetticismo del pavone frastornato.
Una volta c’era Leopardi che invidiava le bestie ignare di tutto e piangeva su natura matrigna che getta nel mondo creature assetate di felicità e perciò condannate all’infelicità. Adesso, obliterata anche l’idea di un dio malvagio e ingannatore, c’è l’ansia iperemotiva e bolsacchiotta che scaturisce dal rumore del continuum mediatico, tiene tutto sotto scacco e fa chiedere ad ogni piè sospinto: perché no? Perché non posso usare l’embrione umano per la ricerca a fin di bene? Perché un uomo non può sposarsi con un altro uomo se gli vuole bene? Perché non posso aiutare mia nonna a morire bene? Perché se sono un parroco senza parrocchiani, vorrei tanto fare il Papa e invece faccio il Vaticano secondo me, non posso fare il brillante con i movimenti che «rivendicano solo spazi politici, economici ed ecclesiastici»? Perché non posso scrivere che Gesù e Maria erano sorelle?
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