Adamitiche foglie di fico
Come ha osservato il comitato di bioetica della Cattolica, ritirare la firma italiana alla Dichiarazione contro il finanziamento europeo dei progetti di ricerca che prevedono l’uso di embrioni umani «è stata una scelta grave nel merito e nel metodo». Nel metodo, perché un ministro non può permettersi il lusso privato di rappresentare in Europa se stesso invece che gli italiani che si sono espressi con larga maggioranza referendaria per il mantenimento della legge 40. Nel merito, perché, appunto, la legge 40 vieta l’utilizzo degli embrioni umani a scopo di ricerca. La risposta di Romano Prodi alla bravata del ministro Mussi è stata il solito siparietto del leader ‘arrabbiato’ che telefona al ministro ‘il suo disappunto’. Conclusione? Come ha gongolato il Manifesto, adesso in Europa «il cambiamento della posizione italiana equivale ad un ribaltamento dei rapporti di forza tra i 25» poiché «apre di fatto la possibilità al finanziamento della ricerca con cellule madri». Se al caso Mussi aggiungiamo la Ru486 promossa dalla Turco, la fuga dall’Irak sotto il frustino rosso-verde, i ridolini del 2 giugno, con metà governo alla festa della Repubblica, l’altra metà a quella della contestazione pacifista, comincia a essere interessante vedere fino a che punto i cattolici che hanno scelto di portare la loro ‘testimonianza’ nell’Unione, saranno disponibili a fare le foglie di fico in ‘conclave’.
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