Il Fassino coi tacchetti era Peter Crouch. Sergio Sala l’aveva capito

Di Manes Enzo
22 Giugno 2006

Non pochi hanno indovinato il campione misterioso impegnato a Germania 2006. Si tratta di Peter Crouch (foto a lato), il centravanti-fenicottero della nazionale inglese e del Liverpool di Rafa Benitez. Tra i tanti che hanno partecipato al gioco, è stato estratto il nome di Sergio Sala (foto a destra). Che si conquista così un ritratto. da campione.
Piove a dirotto, campo zuppo, fango dappertutto. Per chi sta in porta un mezzo disastro. La palla in quei casi si diverte a farti impazzire. Arduo tenerla, si va di pugno, altrimenti sai la figuraccia. La Virtus Inzago se la sta giocando con la Pierino Ghezzi di Cassano D’Adda. Un derby, insomma. Gara che nessuno vuol perdere. Forse corre qualche minuto del secondo tempo, l’arbitro magari ingannato dal fango che ingigantisce qualsiasi zampata, fatto sta che la giacchetta nera fischia il rigore per quelli di Cassano. I giocatori protestano. Il portiere si concentra. È il suo momento. Sa di dover scegliere una parte. La destra, sì, dall’altra è meno sicuro. Da sempre. Da quando giocava nei pulcini. Penalty, dunque. Tiro alla sua destra, lui vola che è un piacere. Ci arriva, smanaccia via il cuoio. Abbracci. Sergio Sala, 42 primavere, è stato portiere fino a 23 anni. Poi ha smesso. Lo studio, il lavoro, la voglia che viene meno. È stato un buon portiere. Alto 1 e 92 aveva nell’uscita e nel tuffo sulla destra i suoi pezzi forti. «Però anche con i piedi non ero male. Già allora ero un portiere moderno», dice. Figlio d’arte, suo padre ha giocato in C nel Fanfulla di Lodi e nella nazionale dilettanti, «e ogni tanto indossavo la sua maglietta, quella bianca con la striscia orizzontale azzurra». Da quando ha appeso i guantoni al chiodo, il calcio lo segue meno. Però il Mondiale è il Mondiale. «Mi piace il portiere tedesco Lehmann. E Keller, l’americano», precisa. Ora con un gruppo di famiglie di Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, dove vive con moglie e figli, dà una mano alla polisportiva legata allla cooperativa di una scuola libera che compie 25 anni. «Giocano 120 bambini, un’esperienza bella. Portieri bravi? È presto per dirlo».

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