Troppo facile per Magni azzeccare Wanchope
Bravi, molto bravi. Non era semplice individuare in Paulo César Wanchope Watson (foto), attaccante della Costa Rica, il campione misterioso che, prima di tornarsene a casa con la sua nazionale è riuscito a ‘bucare’ due volte Lehmann, il portiere della Germania. Stavolta tra i tanti ‘maniaci’ si conquista il ritratto Alessandro Magni.
«Se oggi non la butti dentro allora non segnerai mai più». Minaccioso e rompiballe quell’allenatore con Alessandro, 12 anni appena, prestigiosa casacca dell’Inter sulle spalle. I ragazzi in neroazzurro devono incrociare i tacchetti contro la mitica Stella Rossa di Belgrado. Si annuncia partita gagliarda. Lui, fantasista dotato di piedi sapienti, entra in campo con il morale un po’ giù. Non tocca una palla che è una per quasi un quarto d’ora. Maledetto mister. Poi la luce. La sfera gli arriva mentre ha le spalle rivolte alla porta. Ci vuole uno stop come si deve. Ecco, proprio così. Addomesticata la palla si volta di tutta fretta. E il sinistro si dispone all’impatto. Che esce perfetto. Il tiro schizza veloce, il portiere pare arrivarci. No, la palla gli sfugge. Gol. E tanti saluti al mister simpaticone. «Papà se oggi segno mi regali un paio di scarpe da calcio serie. Scommessa vinta e doppia soddisfazione», ricorda il fantasista. Dopo l’Inter, il Monza. Due anni più avanti nel club brianzolo gioca il corazziere Gigi Casiraghi. «Per noi era quasi un mito. Anche se io stravedevo per Maradona, trequartista come me.». Papà, vedendo che tardava ad avvicinare il talento del ‘Pibe de Oro’, lo invita a dedicarsi con più tenacia allo studio. Invito per modo di dire. Al momento Alessandro la prende così così. Si butta sulla raccolta di figurine Panini, inizia a divorare i quotidiani sportivi, si improvvisa per gli amici colorito telecronista. Insomma, è nato un ‘mostro’. Per tipi così è stato un gioco da ragazzi beccare Wanchope. «Sono un malato di calcio inglese, ecco perché conosco piuttosto bene la carriera della punta della Costa Rica». Una curiosità. Di cosa ti occupi? «Faccio il giornalista sportivo. lavoro in redazione al sito Sportal. Quindi calcio e mondiale sono in questi giorni il mio pane quotidiano», confessa.
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