«Il patriottismo economico francese? Fa solo danni»
Parigi. Domenica 25 giugno il colosso europeo della siderurgia, Arcelor, ha finalmente dovuto accettare la fusione con Mittal Steel, il gruppo siderurgico dell’indiano Lakshmi Mittal. A fine gennaio, annunciando l’Opa su Arcelor, Mittal aveva scatenato la virulenta reazione difensiva degli amministratori del gruppo e dei governi francese e lussemburghese. La svolta sarebbe dovuta alla decisione di Lakshmi Mittal, che ha aumentato la sua offerta del 10 per cento e dall’iniziativa dell’Association de Défense des Actionnaires Minoritaires (Adam), presieduta dalla signora Colette Neuville (foto), che ha reagito all’annuncio, a fine maggio, della fusione “difensiva” tra Arcelor e Severstal, proprietà del miliardario russo Alexeï Mordachov. Una fusione che aveva ricevuto l’approvazione dei governi russo e francese.
«Il 22 giugno – spiega Neuville a Tempi – l’Adam si è presentata in tribunale per chiedere che venisse rinviata l’Assemblea generale straordinaria (Ags), convocata dagli amministratori di Arcelor per il 30 giugno con l’obiettivo di ottenere dagli azionisti il consenso al progetto di fusione con Seversal. Per quell’Ags però Arcelor ha “reinventato” il diritto delle società, perché la fusione sarebbe stata considerata come approvata anche se solamente la metà del capitale non avesse votato contro, quando invece la legge dice che in un’Ags la maggioranza si ottiene solo con il consenso dei due terzi degli azionisti presenti o rappresentati. Abbiamo anche chiesto che l’Ags fosse rinviata per permettere agli azionisti di ottenere in tempo utile tutte le informazioni necessarie per valutare l’effettivo valore della società (Severstal, ndr). Le dirò di più, martedì 20 giugno i dirigenti di Arcelor avevano annunciato di aver completamente cambiato i termini della fusione con Severstal, generando una tale confusione nel mercato che il giorno successivo i quattro organismi di controllo hanno reso pubblico un comunicato congiunto, ed è la prima volta che succede, sospendendo il titolo proprio a causa della mancanza di trasparenza nell’informazione data al mercato».
Risultato: l’operazione Arcelor-Severstal rischiava di andare a gambe all’aria e da qui l’accettazione della fusione con Mittal Steel. Su un’eventuale Opa di Enel sulla franco-belga Suez, che come per Mittal vede l’opposizione congiunta dei dirigenti dell’azienda e dei governi, Colette Neuville dice: «Mi sono indignata quando il primo ministro ha annunciato la fusione tra Gas de France e Suez (fusione difensiva come quella fallita tra Arcelor e Severstal, ndr), essendo quest’ultima un’azienda privata. Non sono i politici o i dirigenti di Suez che possono decidere al posto degli azionisti». Per Neuville il cosiddetto “patriottismo economico” francese «è un concetto peggiore del protezionismo. Il patriottismo economico non solo vuole proteggere il mercato interno ma sostiene anche la necessità di un’azione offensiva sui mercati altrui. è inaccettabile».
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!