I mondi della maturità

Di Valenti Annalena
29 Giugno 2006

Tempi di maturità. Aldilà della filmistica canzonettara in voga al momento, dei servizi giornalistici tipo “Hai dormito la notte prima degli esami” o “Come fai a studiare con questo caldo”, l’esame di maturità rimane il primo vero rischio personale dei ragazzi nei confronti del mondo. Nonostante si cerchi di renderlo sempre più corrispondente al vero grado di preparazione dei ragazzi, “più equo”, rimane sempre un’incognita; l’imprevedibile, così come la vita. Nell’affronto dell’esame c’è sì lavoro, impegno, diversi in misura personale, ma c’è anche fortuna e sfiga, mal di pancia tuo o del prof, ingiustizie insopportabili e atti di giustizia o clemenza o carità inaspettate. E, sopratutto, oggi c’è la “tesina”. Ai ragazzi viene data la possibilità di affrontare un tema a loro scelta, che possibilmente riguardi più materie. Così c’è chi ci sta lavorando da un mese, e il suo punto di forza è l’intervista al nonno sui campi di prigionia sovietici, e chi in due notti scrive un trattato su “Redenzione e apocalisse”, circa duecento anni di storia e filosofia. Chi si cimenta con una tesina in lingua inglese e chi audacemente dimostra “L’impossibilità dell’ateismo”.
Che mondi diversi si scoprono nella testa di questi ragazzi. C’è molto di più che non delle notti “bianche” o “prima degli esami” che ce li descrivono.

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