Tassisti come kulaki?
“Tassisti come i kulaki!”. Che c’entrano i contadini russi sterminati da Stalin con le liberalizzazioni di Bersani? Così recitava un manifesto di un tassista all’aereoporto milanese di Linate nel corso di una delle dure proteste messe in atto dalla categoria. Ciro Pica, tassista milanese e membro del Coordinamento italiano taxi, dice a Tempi che vuole «tornare a lavorare e con me altri colleghi». Il problema è che «i sindacati hanno chiesto di continuare l’astensione al lavoro fino all’11 luglio. Ora le licenze non valgono nulla, ma i debiti sono contratti e sono da pagare. Lo Stato non ha intenzione di risarcire, anzi ci hanno mandato a casa la guardia di finanza». Quanto al decreto ammette che «aspetti positivi ci sono: riconosce la natura patrimoniale dell’impresa e introduce la possibilità di ottenere il cumulo delle licenze. Il problema è che nell’applicazione la possibilità di cumulo è del tutto surreale».
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