L’homo viator Magellano
Per anni aveva navigato come marinaio semplice (anche se aveva un piccolo titolo nobiliare). Aveva imparato a issare le vele, a costruire fortificazioni, a riparare scafi, a combattere. Era stato tre volte ferito. Aveva chiesto al suo sovrano un ruolo più alto, ma era stato allontanato con sufficienza; allora aveva disertato, e aveva offerto il suo visionario progetto al re di Spagna: era sicuro, per certe carte segrete, di conoscere l’ubicazione del passaggio che tutti cercavano per aggirare l’America. Le carte erano sbagliate; ma, come nel caso di Colombo, l’errore aprì la strada a una straordinaria avventura.
Stefan Zweig, l’appassionato cantore dell’Impero asburgico, la racconta con la sua penna affascinante. Ne esce il ritratto di un uomo straordinario, sinceramente devoto a Dio e fedele al suo re, totalmente dedito al suo progetto: curerà personalmente i minimi dettagli del viaggio, supererà con determinazione e la giusta dose di furbizia tutte le difficoltà. Una dote gli mancava, la diplomazia: pretendeva dagli altri ubbidienza assoluta al suo disegno. Gli costerà la vita; ma non gli impedirà di entrare nella schiera ristretta degli uomini che hanno determinato il corso della storia.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!