Armonia finnica. Cresce l’alcol tax

Di Bracalini Paolo
13 Luglio 2006

Come prima proposta da presidente di turno dell’Ue la Finlandia non guarda all’Europa ma in casa propria. Armonizzare le tasse sull’alcol tra gli Stati membri, cioè alzarle anche fuori da Helsinki, dove birra, vino e superalcolici costano come una cena al ristorante, solo perché lì le tasse sull’alcol sono tra le più alte nel mondo. E dunque la soluzione finnica è semplice, alzare le accise sull’alcol per correggere «le distorsioni fiscali» nel funzionamento del mercato interno Ue. «è necessario armonizzare le tasse per livellare il prezzo dell’alcol», dice un comunicato della presidenza, ad una settimana dall’Ecofin. Il primo ministro finlandese Matti Vanhanen ha ammesso che «sarà difficile» guadagnare il consenso degli altri ventiquattro Stati membri. Ogni fine settimana, centinaia di finlandesi vanno a Tallinn, in Estonia, a una sessantina di chilometri, e ritornano carichi di bottiglie di vodka, o di birre. Come in Svezia, la vendita al dettaglio in Finlandia è di monopolio pubblico. Solo le bevande sotto i 4,7 gradi sono disponibili nei supermercati. Per limitare le conseguenze dell’entrata dell’Estonia nell’Ue, la Finlandia, a marzo 2004, ha ridotto le tasse sugli alcolici del 40 per cento, ma non è bastato. Ai finlandesi piace bere, molto. Provaci ancora, Matti.

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