Andando in vacanza, si impara

Di Valenti Annalena
13 Luglio 2006

Strana cosa l’essere in vacanza, e non solo perché l’Angelus del mattino detto coi bambini ha come scenario il rosso degli scogli di Marinedda e non il grigio delle macchine in coda sulla Valassina, e già per questo ti senti in Paradiso. Don Giussani diceva che in vacanza uno sperimenta di più la libertà, perché è il tempo in cui può davvero fare ciò che vuole. Come guardare C. e T. che imparano ad andare con il windsurf e i bambini, sicuramente consci dell’attenzione maggiore loro concessa in questo periodo privilegiato, imparano tutto prima. A nuotare, a leggere, a camminare, a disegnare, affrontano il mondo con gli amici, tra litigi e riappacificazioni.
Tra tende da costruire e mercatino sull’uscio – che bisogna controllare se insieme a collanine di perline e conchiglie non ti stanno vendendo anche qualche pezzo di casa -, tra imparare a coltivare magnifiche rose e a fare il mitico polpettone della zia Rita, non avere la televisione non interessa neppure ai teledipendenti e per i Mondiali si va dagli amici con anguria e bandiera italiana. Si legge molto e con Emil, Magellano ed Elena si accompagna il Foglio ogni giorno, che ti chiarisce la realtà, e del Corsera solo la pagina del tempo. In vacanza si sperimenta di più la libertà, ma perché sia un assaggio di Paradiso uno deve sapere davvero ciò che vuole.

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