La Costituzione sta con la scuola

Di Justin Mc Leod
27 Luglio 2006

Di tutti i commenti all’intervento del Patriarca di Venezia sulla libertà di educazione, il più dotto è stato quello pubblicato lunedì 17 luglio dal Corriere della Sera e firmato da Francesco Margiotta Broglio. Ma anche a questo fine giurista è sfuggita qualche imprecisione. Margiotta Broglio scrive infatti: «Tutti i cittadini hanno diritto di ricevere un’istruzione in scuole statali istituite dalla Repubblica e aperte a tutti (articolo 34)», articolo 34 della Costituzione, of course. Non è proprio così. «La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi» recita l’art. 33. Punto. A capo. Articolo successivo: «La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Eccetera. Un dettaglio? No. I padri costituenti sapevano quel che facevano. Non è un caso se hanno messo il diritto all’istruzione in un articolo diverso da quello sull’obbligo della Repubblica di istituire scuole. La Repubblica deve istituire scuole, se non vuole che quel diritto rimanga lettera morta; ma quello stesso diritto esiste indipendentemente dalle scuole della Repubblica. E può essere esercitato anche altrove.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.