Ma non c’è un giudice a Roma?

Di Luigi Amicone
27 Luglio 2006
I terroristi sono poveri innocenti, Pollari e Allam nemici pubblici

Facciamo il punto della situazione. Mentre l’Italia mette alla sbarra i vertici del proprio servizio segreto militare, rei di aver organizzato in combutta con la Cia il sequestro dell’imam estremista Abu Omar, i giudici della corte d’assise di Cremona hanno condannato (a pene che variano da 10 anni e 6 mesi a 7 anni e 6 mesi) tre estremisti islamici riconosciuti responsabili di terrorismo internazionale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno di questi è l’ex imam di Cremona, Mourad Trabelsi, mente della cellula che aveva scelto come bersagli di futuri attentati la metropolitana di Milano e il Duomo di Cremona. I tre erano stati arrestati dalla Digos come presunti complici proprio di Abu Omar. Di più, uno dei condannati (Drissi Noureddine) nel gennaio 2005 era stato scarcetato dal gup di Milano, Clementina Forleo, secondo cui l’invio di guerriglieri per combattere la coalizione anglo-americana in Irak non è da considerarsi terrorismo. Non tre mammolette, quindi, ma miliziani operativi.
Come hanno raccontato questa vicenda i principali quotidiani italiani, il Corriere della Sera e Repubblica? Via Solferino ha relegato la notizia fra le brevi a pagina 23, nelle cronache. Largo Fochetti, invece, in prima linea nella lapidazione mediatica del numero uno del Sismi Nicolò Pollari, ha liquidato il tutto in un box di poche righe nella pagine dell’inchiesta sul rapimento di Abu Omar. Il nemico, insomma, sono i servizi, non i galantuomini che volevano far esplodere metropolitana e Duomo di Cremona. Se a questo uniamo la richiesta avanzata dal senatore del Prc, Luigi Malabarba, di revocare la scorta a Magdi Allam e l’arresto avvenuto tra Veneto e Lombardia di una cellula islamica definita dal ministro Giuliano Amato «pronta ad entrare in azione», abbiamo il quadro perfetto di un mondo alla rovescia. Dove comandano gli amici dei nemici.

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