Perchè l’ateismo consegnerà il vecchio continente all’islam
Il Cubo è la Grande Arche de la Défense a Parigi, monumento mitterrandiano ai diritti dell’uomo e alla laicité, la Cattedrale ovviamente è Notre-Dame. «Quale cultura» si domanda George Weigel, uno tra i massimi intellettuali cattolici d’America «è maggiormente in grado di proteggere i diritti umani, promuovere il bene comune, difendere il giusto pluralismo e rendere conto degli impegni morali che rendono possibile la democrazia? La cultura che ha prodotto il freddo e razionalistico Grande Arche, oppure la cultura incarnata dalla Cattedrale? La Grande Arche incarna la noia metafisica, celebra la politica senza Dio come una grande liberazione dell’umanità. La maestosa “difformità” di Notre-Dame incarna invece l’apertura dello spirito umano al trascendente, a Dio». È stato il cristianesimo a insegnare all’Europa la dignità della persona, il valore positivo del creato, la laicità del potere. La politica del Cubo, figlia dell'”umanesimo ateo” raccontato da De Lubac, è debole, non ha ragioni adeguate per affermare i valori che pur vorrebbe difendere. La sua “cristofobia” sta conducendo oggi il continente al suicidio, demografico, economico e culturale. Se continuerà così, all’orizzonte c’è la rivincita islamica del 1683: i musulmani conquisteranno l’Europa demograficamente, e aboliranno proprio quelle libertà politiche di cui va tanto fiera, ma che affondano le radici solo nel terreno della concezione cristiana dell’uomo. L’unica speranza che rimane al vecchio continente è una rinascita della sua tradizione religiosa.
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