Alla conquista dell’Asia (governo Prodi permettendo)
Farnborough (Uk). Il salone di Farnborough è qualcosa più di una fiera: è la quintessenza del business-making nel campo aerospaziale. Un settore primario, visto che il Financial Times, presentando l’inaugurazione dell’air show del Surrey, parlava chiaramente di una continua espansione del mercato resa possibile dall’aumento del volume di passeggeri e delle spese dei vari Stati per la difesa. Già, perché la sfida che Farnborough si ripropone di vincere è – oltre a quella contro i “nemici” francesi di Le Bourges – quella di diventare il riferimento mondiale in fatto di nuove tecnologie difensive, di intelligence e di contrasto delle minacce terroristiche oltre che di grandi progetti per quel mercato tutto da azzannare che si chiama trasporto civile.
A rappresentare l’Italia con un suo stand e con molte iniziative era presente Finmeccanica, gruppo leader che con la “cura Guarguaglini” – applaudita più volte proprio dal Financial Times come esempio di serietà imprenditoriale – ha unificato sotto un unico logo le società del gruppo (Alenia Aermacchi, AgustaWestland, Alenia Aeronautica, Alcatel Alenia Space, Galileo Avionica, Elsag, Datamat, Selex Communications, Selex Sistemi Integrati, Selex Sensors & Airborne Systems, Selex Service Management, Telespazio) e deciso di mostrare a tutto il mondo i nuovi traguardi raggiunti nell’ambito della tecnologia aeronautica. Grandi progetti, dopo anni di consolidamento, soprattutto verso Giappone, Cina ed estremo oriente ma non solo: Finmeccanica, in questo momento, vuole contare e contare sempre di più, forte dei risultati raggiunti ma anche del realismo del proprio management. Il quale sa che i problemi da risolvere sono tutt’altro che semplici e non ha fatto nulla per nasconderlo durante la conferenza stampa di apertura a Farnborough.
Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato del gruppo, a precisa domanda ha infatti infilzato con il fioretto il nuovo esecutivo e Arturo Parisi in testa: «I tagli agli investimenti nella Difesa? Certamente non ci fanno piacere, sicuramente comportano dei danni. Se il governo investisse di più ci aiuterebbe anche a crescere all’estero e il nostro contributo al pil italiano aumenterebbe notevolmente». Touché, visto che l’altra nota dolente del rapporto tra Finmeccanica e il governo (ovvero le due tranche di pagamento, rispettivamente da 260 e 320 milioni di euro, non ancora corrisposte per il sistema di comunicazioni mobili protette per le forze di polizia Tetra, utilizzato durante le Olimpiadi invernali di Torino) non tarda a venire a galla: «È questione di giorni o settimane», ha detto tra lo speranzoso e il disilluso Giorgio Zappa, direttore generale del gruppo. Ricordando, a strettissimo giro di posta, che se questo non avvenisse in tempi brevi potrebbero aprirsi le porte della cassa integrazione per 1.200 dipendenti della Selex Communications: ovvero, noi vi aspettiamo ma non siamo i soli a farlo. Spine (non da poco) a parte, Pier Francesco Guarguaglini ha poi annunciato che nel 2007 verrà dedicata «sicuramente attenzione a Cina e Giappone». In Giappone si tratta di consolidare una presenza già avviata nel campo elicotteristico e della costruzione di ferrovie e metropolitane con Ansaldo Sts, ma è soprattutto alla Cina che il management guarda con particolare attenzione.
Occhi puntati sull’estremo oriente
Quello cinese è un mercato nel quale vige la legge dei grandi numeri: riuscire ad inserirsi può cambiare i destini di un’azienda ma, di converso, rimanerne esclusi può voler dire dare agli avversari vantaggi incolmabili. A tal fine, tanto per chiudere in un crescendo positivo la disputa Finmeccanica-governo, l’ingegner Guarguaglini ha citato il viaggio del presidente del Consiglio Romano Prodi in Cina previsto per settembre, per il quale ha detto di «nutrire molte speranze». Con la Cina Finmeccanica ha per ora un discorso aperto con AgustaWestland negli elicotteri e Ansaldo Sts ha già vinto alcune gare per la costruzione di metropolitane, ma le aspettative sono molto numerose e riguardano tutti i settori di attività del gruppo italiano. Pechino sarà infatti la sede delle Olimpiadi nel 2008 e Finmeccanica spera di poter vendere ai cinesi i sistemi di difesa, soprattutto nell’elettronica: «Abbiamo dei contatti, ma nulla di preciso», ha risposto con espressione da consumato giocatore di poker Guarguaglini alla stampa. Come dire: noi il nostro lo stiamo facendo, ora tocca a qualcun’altro darci una spinta. Puntare su Cina e Giappone, tuttavia, «non vuol dire uno sviluppo a breve» di nuovi progetti: «Dobbiamo lavorarci molto», ricordava Guarguaglini. Ancora una volta, chi vuole intendere intenda.
AIRBUS, L’ITALIA NON STA A GUARDARE
Movimenti un po’ più concreti, invece, per il progetto Airbus A350. Sempre Guarguaglini ha dichiarato che Finmeccanica è «pronta ed essere risk sharing partner» sull’A350 di Airbus, il cui nuovo progetto è stato annunciato dal consorzio europeo. «Finmeccanica ha le potenzialità per investire – ha aggiunto – ma dipende dai ritorni industriali che ne potremo ottenere». Il direttore generale, Giorgio Zappa, ha detto che il gruppo è «assolutamente pronto» a fare un investimento importante nell’A350XWB. «Il problema con Airbus – ha spiegato – è che non possiamo lavorare con un player unico», sottolineando così che Alenia Aeronautica in futuro vuole restare un partner anche di Boeing. Alla domanda se nel nuovo A350 Finmeccanica chiederà una quota di almeno il 5 per cento, come nel vecchio progetto, Zappa ha risposto: «Il 5 per cento non era indotto da noi. La regola è dettata da altri. Noi siamo disposti a investire molto di più». Metafora calcistica (e ottimistica, vista la storia recente), poi, a proposito della trattativa tra i gruppi francesi Alcatel e Thales sul riassetto dell’alleanza nel settore spaziale. «Siamo arrivati ormai ai calci di rigore, ma siamo anche convinti che si concluderà positivamente, anche se è proprio in dirittura d’arrivo che si affrontano i temi più spinosi. L’accordo, comunque, alla fine si farà». La trattativa concerne le due joint venture tra Alcatel e Finmeccanica, Alcatel Alenia Space e Telespazio, che il gruppo francese conferirà in Thales per diventarne primo azionista privato. Un accordo che richiede il via libera di piazza Monte Grappa, sede di Finmeccanica. Tra le condizioni poste c’è quella di mantenere le attuali quote nelle due joint venture e cioè il 33 per cento in Alcatel Alenia Space e il 67 in Telespazio.
Anche questa è Farnborough, la fiera dei cieli e del business dove l’Italia ha giocato un ruolo di primo piano grazie alle capacità di un’azienda che non teme le sfide ma che sa guardare in faccia la realtà: la speranza, di tutti, è quella che anche il governo faccia proprio questo approccio invece di favorire, con scelte dissennate, i nostri competitor: a partire dal viaggio in Cina di Romano Prodi, visto che al termine del terzo giorno di fiera il titolo di Finmeccanica a Piazza Affari guadagnava il 4 per cento. Il mercato sa riconoscere e premiare il talento: speriamo che la politica, per una volta, sappia fare altrettanto. Da subito.
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